Zeman qualcosa ha capito ormai da tempo. Che la società non lo sta aiutando come vorrebbe e non lo appoggia come ha fatto con Luis Enrique; ha capito che non sarà l’allenatore della Roma nella prossima stagione e che rischia di non finire nemmeno questa; ha capito (forse scoperto) che alcuni dirigenti da un po’ si stanno guardando intorno (le voci su Allegri e altri sono fondate); ha capito che la squadra lo sta mollando.
DIRIGENTI INFURIATI Dopo la sparata di ieri a Trigoria, Zeman ha visto i dirigenti solo la sera: Sabatini era a Milano e si è spostato a fine pomeriggio a Bologna, Baldini aveva raggiunto Destro a Villa Margherita dopo aver assistito all’allenamento e si è presentato in ritiro dopo l’ora di cena. L’ad Zanzi invece ha anticipato la squadra. Zeman ha parlato con Fenucci e Baldissoni in treno. I tre, con Sabatini, si sono poi seduti a tavola nell’albergo, vicino alla stazione, dove è in ritiro la Roma. In serata, invece, il confronto, quando è arrivato pure Baldini. Il colloquio è stato molto duro, il club è infuriato per lo sfogo di Trigoria, ritenuto «inopportuno», come Zdenek ha definito l’intervista di Stek. Una presa di posizione ufficiale del club non c’è, la società ha voluto anteporre l’importanza della partita ai problemi con Zeman. A Bologna Zdenek si gioca un bel pezzo del suo futuro. Ma la verità è che sembra ormai tutto molto chiaro.
Il Messaggero – Alessandro Angeloni