E’ stato accolto allo stesso modo delle ultime due partite casalinghe, quelle con Fiorentina e Napoli: tra i fischi.
Quando sul tabellone, prima dell’inizio della partita, è apparso il suo nome, la curva Sud ha manifestato tutto il suo dissenso. E non è stato difficile, come pensava Luis Enrique, capire se i contestatori erano dieci, quindici o venti. Se non erano tutti, erano tanti. […]
IMMAGINE – Poi Luis Enrique si concentra sull’analisi della partita con il Catania. Novanta minuti in cui la Roma ha avuto tante occasioni e ne ha concesse altrattante all’avversario. Una storia che è stata il leit-motiv della stagione giallorossa: «Proprio così – conferma il tecnico romanista – ma devo fare i complimenti al Catania di Montella, una delle migliori squadre che ho visto quest’anno all’Olimpico. Per merito nostro e degli avversari è venuta fuori una partita bellissima. Nel primo tempo loro si sono difesi molto bene e ripartendo provavano sempre a giocare il pallone. Noi abbiamo avuto tantissime occasioni e abbiamo sofferto sulle palle inattive. Gli ingressi di Bojan e Lamela, nella ripresa, ci hanno dato molto. Ripeto, una partita bellissima, che potevamo vincere come perdere».
CORSA – Un punto, quello arrivato ieri, che alla Roma serve a poco. L’eventuale qualificazione all’Europa League inciderà sulla scelta di Luis Enrique? «Dobbiamo concentrarci e vedere se la prossima settimana, a Cesena, possiamo sfruttare le possibilità che ancora potremmo avere. Per il resto c’è tempo» . Una decisione, poco ma sicuro, non facile: «Non ho deciso proprio per questo, non ci dormo. Voglio essere giusto con me stesso, con la squadra, con la società e con i tifosi. Parlerò tranquillamente, al momento giusto, e sarò sincero» . Cosa manca alla Roma? «Tutto, da parte mia e da parte della squadra. […]»
Corriere dello Sport – Alberto Ghiacci