Lezione di storia

ROMA  LAZIO

AS ROMA MATCH PROGRAM (Riccardi-Viola) –  La coreografia del derby raccontata dagli stessi protagonisti raffigurati o dai loro discendenti:

Mariagrazia Amadei, figlia di Amedeo Amadei: “È stato uno spettacolo davvero emozionante, quella coreografia. Una cosa diversa rispetto a ciò che si vede prima di un derby. Ero allo stadio in Distinti Sud, con i miei nipoti, ed ero vicina alla Sud. Ma non mi ero accorta subito che ci fosse mio padre, me lo hanno fatto notare i miei nipoti”.

Mariolina Bernardini, figlia di Fulvio Bernardini: “Purtroppo non ero allo stadio domenica, in occasione del derby. Il giorno dopo la partita ho aperto il giornale e ho visto la foto della curva con quella coreografia bellissima. Subito mi è cascato l’occhio su mio padre, il suo ritratto era inconfondibile. Vederlo mi ha colpita parecchio, non me l’aspettavo soprattutto perché l’idea è stata realizzata perlopiù da ragazzi che non hanno vissuto quell’epoca, ma che evidentemente conoscono bene la storia della Roma. È stata una bella emozione, ringrazio i giovani della Sud per questo splendido omaggio”.

Danilo Ferraris, pronipote di Attilio Ferraris IV: “Domenica ero davanti la televisione per vedere il derby e quando i tifosi hanno esposto la coreografia, ho provato una grande emozione. Ferraris IV incarnava in pieno lo spirito di noi romani, con pregi e difetti. Inoltre, era un grande romanista, oltre che un simbolo di questa squadra. Ricordarlo a distanza di anni è stato fantastico”.

Giancarlo De Sisti: “Non ero allo stadio, ma ho seguito il derby in televisione. Notare il mio disegno, in una galleria di grandi personaggi romanisti, è stata una magia, un orgoglio e onore. Non me l’aspettavo, i tifosi sono stati straordinari nei miei confronti”.

Francesco Rocca: “Vedere il mio volto su quella coreografia così piena di simboli romanisti è stato per me un motivo di orgoglio e anche di commozione, un riconoscimento rispetto a quello che ho fatto da giocatore per la Roma”.

Francesco Totti: “Quella scenografia è stata un’emozione. Nella mia carriere ho ricevuto tante dimostrazioni di stima da parte dei tifosi, ma quella coreografia rimarrà sempre. Quella curva che nel derby che sventolava i suoi simboli era davvero bellissima e la ricorderò per tutta la vita”.

Daniele De Rossi: “La coreografia della Sud mi ha tolto il fiato. Un gesto preciso e un attestato dei tifosi di inserirmi nel meglio della storia di questo club”.

Marisa Di Bartolomei, moglie di Agostino Di Bartolomei: “Una commozione enorme. Sono trovate meravigliose dettate dal cuore. I ragazzi della curva sono sempre unici. Li ringrazio davvero”.

Bruno Conti: “Emozionante, da pelle d’oca. Un lavoro lunghissimo che ha dato un risultato bellissimo, in una curva così piena. Mi ripaga di tanti anni dedicati alla Roma. Una prova vera di affetto, sentita, da romanisti. Complimenti a chi la ha realizzata”.

Giacomo Losi: “Una delle coreografie più belle, molto significativa. Ero allo stadio e non mi ero accorto, me lo ha fatto notare mio figlio. Essere tra i grandi personaggi, tra quelli che hanno fatto qualcosa per la Roma, è stato un onore. Quelli sono giocatori che rappresentano il passato della Roma, il presente e il futuro. Una bellissima sorpresa”.

Stefano Carpi, nipote di Giorgio Carpi: “Inizio derby. Sono davanti al televisore insieme a mio padre Piero e mio zio Andrea. Squilla il cellulare, è un mio amico dallo stadio: “Ste’, guarda la coreografia della curva Sud, c’è tuo nonno rappresentato vicino a Totti”. Notiamo una certa somiglianza, ma siamo increduli, finché non vediamo il nome Carpi. Grande emozione e orgoglio familiare. A fine partita, un pensiero comune: grazie nonno per aver ispirato la doppietta di Checco”.

Marzia Nannipieri, moglie di Giuliano Taccola: “Vedere raffigurato Giuliano con la sua immagine migliore, più bella, quella da calciatore, mi ha fatto un piacere enorme. In televisione quando parlavano di lui, mandavano solo le immagini del funerale. E invece è stato un attaccante fortissimo, che ha dato tanto alla Roma e al calcio in generale. È stato l’unico giocatore della Roma a perdere la vita in piena attività, meritava un omaggio di questo tipo. Non ho avuto modo di seguire la partita Roma-Lazio in diretta, ma poi mio nipote mi ha informato sulla coreografia dei tifosi della Roma e da quel momento sono andata a ricercarla in rete. È stata una grande emozione per la nostra famiglia”.

Giuseppe Giannini: “La coreografia è stata la manifestazione più bella dell’orgoglio dei romanisti nei confronti della Lazio e di tutte le altre società. Sono stati raffigurati giocatori autentici romani e romanisti. Un riconoscimento grandioso, importantissimo… La gara poi per fortuna è finita in parità, anche il risultato è stato importante per la riuscita di una giornata che passerà alla storia”.

Gianluca Tancioni, nipote di Mario De Micheli: “Una bellissima emozione, mi sono super commosso. È bellissimo sapere che i giovani che oggi vivono la Curva ricordino chi ha vestito la maglia nel ‘27. Quello che hanno fatto i protagonisti del passato sono valori da cui partire, ma senza rimanerci troppo legati, sempre con un occhio al futuro”.

Chiara Ricci, nipote di Guido Masetti: “Non ero allo stadio in occasione del derby, ma a casa come in ogni partita sul divano con la maglia di Francesco Totti addosso. È stata una grande emozione vedere la faccia di mio zio accanto a quella di Francesco. Lui mi diceva sempre: “La Roma è una fede”“.

Rodolfo Volk: non ha discendenti conosciuti che possano rilasciare testimonianze dirette. Nato a Fiume, Volk è stato il primo grande bomber della storia della Roma (il primo romanista a infrangere il muro dei 100 gol nella massima divisione). Soprannominato dai tifosi “Sigghefrido” o “Sciabbolone”, in giallorosso ha collezionato 157 presenze e 103 gol in campionato. Ha scritto una pagina importante anche del derby: in occasione della prima stracittadina – datata 8 dicembre 1929 – Volk realizza il gol decisivo (finisce 1-0) e regala alla Roma la prima vittoria contro la Lazio.

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