Che sia l’ultima fatica (ufficiale) è sicuro, ma la sfida di Cesena per Erik Lamela è anche qualcosa in più. È quasi l’ultima chiamata per allontanare le critiche degli ultimi mesi e ribadire (a tutti) l’immenso talento che ha messo in mostra nei suoi primi passi romani. Certo, proprio quei passi che hanno creato probabilmente eccessive aspettative intorno all’argentino, attese in parte ripagate ed in parte no.
Attesa Ecco perché, a Cesena, Lamela ha un’occasione per chiudere tutto: dubbi e incertezze. Quelle che sono aumentate anche sabato sera, contro il Catania, quando a tu per tu ha fallito il pallone dell’eventuale vittoria, calciando su Carrizo, a tu per tu con il portiere rossazzurro. In quell’errore c’è chi ci ha visto mancanza di personalità, chi limiti tecnici (?) al tiro, qualcun altro addirittura insicurezza. Certo, i venti milioni spesi per il suo arrivo avrebbero spaventato chiunque e sono un fardello pesantissimo da sopportare. Ma sulle qualità tecniche di Erik e sulla sua eventuale crescita futura, c’è poco da discutere. Lamela è un talento vero, anche se gli manca ancora un po’ di continuità e forse deve raffinarsi nei comportamenti in campo, evitando di lasciarsi prendere da isterismi improduttivi. Ma sulle qualità, pochi dubbi. E la Roma spera che torni a metterle in mostra anche a Cesena. Certo, è l’ultima partita. Ma anche l’ultima chiamata per Corco per mettere a tacere un po’ tutti.
Gazzetta dello Sport – Andrea Pugliese