La prima squadra fa il tifo: «Oggi tutti allo stadio»

di Redazione

Corriere Dello Sport (F.Schito) – La Roma di Alberto De Rossi mette da parte il campionato e si dedica alla seconda finale di stagione. Dopo la vittoria della Supercoppa Primavera contro l’Inter, Tumminello e compagni tornano allo stadio Olimpico (diretta alle 20.45 su Sportitalia) per il ritorno della finale di Coppa Italia contro la Virtus Entella dopo l’interlocutorio 1-1 di Chiavari. Se i liguri dovranno rinunciare a Da Silva fermato dal Giudice Sportivo, il tecnico di Ostia avrà tutta la squadra a disposizione. Si è allenato con i compagni Davide Frattesi, che proprio contro l’Entella aveva rimediato un problema muscolare che lo ha costretto a fermarsi per qualche settimana. Il centrocampista difficilmente partirà titolare ma potrebbe essere un tassello importante a partita in corso. Dovrebbe invece esserci fin dal primo minuto Keba, risparmiato nelle ultime due giornate di campionato per rimettersi da alcuni piccoli acciacchi.

«Stiamo benissimo, i ragazzi sono in grande forma mentale e fisica. Abbiamo avuto la possibilità di allenarci in maniera continua in queste ultime settimane – le parole di un carico De Rossicosa che non era successa prima. Abbiamo ritrovato il gioco che avevamo perso durante il momento negativo. I ragazzi sono vogliosi di giocare e questa partita importante anche per la società». La Roma ha chiamato a raccolta i tifosi mettendo in vendita i biglietti della Tribuna Tevere a 5€, disponibili anche oggi fino all’inizio del match direttamente all’Ex Ostello della Gioventù, allo stadio Olimpico. Per riempirlo e sostenere i ragazzi della Primavera sono arrivati anche gli appelli di El ShaarawyI ragazzi hanno bisogno di noi») e Emerson PalmieriTutti allo stadio per sostenere la Primavera»). «Negli ultimi anni l’Olimpico ci ha dato una grande spinta – ha spiegato De Rossi speriamo vengano tante persone. Per una sera lo facciamo diventare casa nostra». L’avversario incute rispetto («Se l’Entella è in finale vuol dire che ha superato molti ostacoli») ma l’obiettivo è chiaro: «Non dobbiamo vincere, ma vogliamo vincere che è completamente diverso».