Konstantinos Manolas, nato il 14 giugno 1991 a Naxos, è un calciatore greco difensore centrale dell’AEK Atene. Destro naturale, alto 186 centimetri, è cresciuto nelle giovanili del Thrasyvoulos Fylis.
Il grande salto nel calcio professionistico avviene nella stagione 2008/2009, quando con il club bianco-verde debutta nella massima serie greca. Sono poche le presenze in campionato, appena 6 spalmate su 450 minuti totali, quanto basta per farsi notare dai dirigenti dell’AEK, che ne apprezzano la forza fisica e la buona tecnica. Nell’estate del 2009 il club di Atene decide di acquistarlo versando nelle casse del Thrasyvoulos la somma di 50.000 euro.
Nella prima stagione con i giallo-neri Manolas colleziona 10 presenze e realizza il primo gol in carriera. L’anno seguente arriva il debutto in campo internazionale; l’AEK partecipa all’Europa League e il difensore mette insieme 6 presenze condite da una rete. Contribuisce alla conquista della coppa nazionale (con 3 gettoni di gara e 1 gol).
La crescita delle sue prestazioni, in termini qualitativi, viene premiata con le prime convocazioni in Nazionale. Con l’Under-21 ellenica, Manolas disputa 4 amichevoli. Nella stagione 2011/2012 salgono a 27 le presenze tra campionato, Europa League, e coppa di Grecia, impreziosite da 2 reti. Torna nella nazionale minore in una gara valida per le qualificazioni agli Europei under-21. Il suo contratto scadrà a giugno 2012.
“Molti club hanno cercato Manolas. In Inghilterra, Germania e Italia sono interessati a Konstantinos, ma da qui alla scadenza del contratto con l’AEK Atene (giugno 2012) c’è ancora tempo per pensare alla soluzione migliore per il ragazzo. Valutiamo tutte le offerte con calma“.
La Roma è tra le società interessate?
“Non ho parlato con Sabatini, nè con altri dirigenti giallorossi. Certo, rappresenterebbe una soluzione affascinante, ma da Roma per adesso non mi ha chiamato nessuno”.
Manolas gradirebbe giocare nella Capitale?
“La Roma è un grande club, in Italia e a livello europeo. La serie A è uno dei primi campionati al mondo, se si dovesse presentare quest’opportunità ne parleremmo volentieri”.
Marco Calò