Quello che non è riuscito ai due presidentissimi della Roma, Viola e Sensi, potrebbe (presto) essere realizzato dal consorzio americano. L’area è la stessa sulla quale Rosella Sensi ripose le ultime speranze di intitolare uno stadio a papà Franco: zona Massimina, quadrante ovest della città, 130 ettari di proprietà del costruttore Scarpellini, che martedì ha incontrato DiBenedetto per siglare un accordo preliminare. I due si rivedranno la settimana prossima per concludere: il perimetro dell’operazione non è circoscritto alla costruzione dello stadio, ma si estende a un complesso residenziale di circa 400 mila metri quadri, in cui rientrerebbero un albergo, un centro commerciale e parchi a tema. Un bel business.
Incassato l’appoggio del Comune, sarà interessante vedere come reagiranno i paladini della burocrazia e del territorio di fronte al patto con Scarpellini. In passato, i Beni Culturali chiesero un’integrazione rispetto al vecchio progetto: «L’ultimo dei burocrati è sempre in agguato», – avverte Zavanella.
La Stampa – Simone Di Segni