Aldair Nascimento do Santos, meglio noto semplicemente come Aldair nasce a Ilhéus il 30 novembre 1965. Senza dubbio uno dei difensori più forti e più vincenti della storia del calcio, inizia la sua carriera da calciatore nel Flamengo, squadra dove approda nel 1985 ad appena vent’anni.
Nei quattro anni con i rossoneri vince un Campionato Carioca, quello dello stato di Rio de Janeiro, nel 1986 e un Campionato brasiliano nel 1987, dimostrandosi un difensore centrale affidabile per il calcio europeo.
Nell’estate del 1989 il Benfica lo acquista dal Flamengo e Aldair conferma quanto di buono aveva già dimostrato in Brasile: arrivano le prime presenze con la Nazionale carioca e i successi con il club. Prima di approdare in Portogallo vince da protagonista la Copa America organizzata proprio nel suo paese, partendo titolare in ben 6 partite delle 7 disputate dalla Nazionale (non giocò solamente il match d’esordio contro il Venezuela). Gioca anche, sempre da titolare, una finale di Coppa dei Campioni (il 23 maggio 1990 a Vienna vince il Milan 1-0). Alla fine dell’anno saranno 33 le sue presenze (di cui 22 in campionato) e 6 le reti (5 in campionato, suo record personale di marcature).
Il tecnico del Benfica è Sven-Göran Eriksson, che consiglia il giovane difensore centrale al presidente Dino Viola, che, nell’estate del 1990, dopo il Campionato del Mondo svolto in Italia nel quale vede tutte le partite del Brasile dalla panchina, spende circa 18 miliardi di lire per portare Aldair alla Roma. Quello del brasiliano è reputato l’ultimo regalo fatto da Viola al pubblico romanista, visto che nel gennaio dell’anno successivo il presidente morì.
Da quel momento cambia la vita del difensore, che trova in Roma una seconda casa e passa nella Capitale ben 13 anni. Soprannominato “Pluto” per la somiglianza con il cane inventato da Walt Disney, in maglia giallorossa gioca 415 partite, di cui 312 in serie A, risultando il sesto giocatore nella storia del club per numero di presenze in campionato.
La classe, la tecnica e l’eleganza sono le sue peculiarità che lo fanno risultare tra i difensori migliori in circolazione. Indossa anche spesso la fascia di capitano della Roma prima di cederla, di sua spontanea volontà, al giovane Francesco Totti.
Con la maglia della Roma riesce a vincere lo scudetto nel 2001, registrando 15 presenze in quella stagione, oltre a una Coppa Italia, vinta al primo anno nella Capitale (19990/91) e la Supercoppa italiana nella finale del 19 agosto 2001.
Con la maglia della Nazionale brasiliana si laurea Campione del Mondo, da giocatore della Roma, nel 1994 negli Stati Uniti vincendo la finale di Pasadena, in cui viene sconfitta l’Italia di Arrigo Sacchi ai calci di rigore. Gioca tutte le partite della competizione, partendo solo una volta dalla panchina.
Vince inoltre di nuovo la Copa America e la Confederations Cup, la prima della storia del Brasile. Perde in finale prima una Copa America, contro l’Uruguay, paese organizzatore, dopo aver deciso con un gol la semifinale contro gli Stati Uniti; e soprattutto la finale del Campionato Mondiale del 1998 sempre perdendo in finale dalla Nazionale del paese ospitante, in questo caso la Francia.
Nal suo palmarès anche una medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 1996 ad Atlanta.
La sua esperienza con la Roma finisce nel 2003.
Carlo Mazzone, che lo ha allenato per 3 stagioni in giallorosso gli propone di seguirlo al Bologna, dove il tecnico romano sarebbe tornato per la terza volta. Sembrava tutto fatto, ma alla fine prevalse la volontà del giocatore di non voler giocare nella stessa serie della “sua” Roma.
Decide così di passare al Genoa in serie B, dove gioca una stagione con 13 partite ed una rete. Dopo 3 anni di inattività ricomincia a giocare nel Murata, squadra di San Marino allenata da Massimo Agostini, conosciuto durante i campionati di Beach Soccer, altra passione di Aldair. Vince un campionato sammarinese e prova a conquistare (vanamente) l’accesso alla Champions League.
Si ritira, questa volta definitivamnete, nel 2009 a 34 anni.
L’ultima partita ufficiale con la maglia della Roma è quella del 24 maggio 2003. Capello gli regala la standing ovation del pubblico ad un minuto dalla fine della partita.
Il giorno del suo addio alla Roma furono 40.000 gli spettatori presenti alla partita disputata tra Roma e Brasile. Quella sera volle vestire solamente la maglia giallorossa e salutò il pubblico realizzando anche un calcio di rigore.




