Avanti tutta

di Redazione

Corriere dello Sport (R.Maida) – Avanti con il 4-2-3-1. E non per le due vittorie contro le ultime due in classifica. Non soltanto, almeno. Eusebio Di Francesco ha valutato a lungo la svolta tattica, ha esitato finché non si sentiva convinto di cambiare, ma adesso non vede un motivo per tornare indietro dal momento che i giocatori gli hanno dato risposte soddisfacenti, soprattutto nell’atteggiamento. Molto, del buono della Roma di queste due settimane, è dipeso dalla deflagrazione di Ünder. Ma il maggiore coinvolgimento di Dzeko nella manovra, che ha aumentato il tasso di pericolisità della squadra, è un elemento nuovo, o comunque ritrovato, che Di Francesco non vuole perdere alle pendici di un periodo molto denso di partite importanti: in meno di un mese la Roma si gioca la Champions sia da dentro – andata e ritorno degli ottavi contro lo Shakhtar – sia da fuori, con il quarto posto appena riconquistato ma reso precario dai due mesi scellerati che hanno preceduto la doppietta Verona-Benevento.

INGRESSI – La notizia migliore, in prospettiva del trittico Udinese-Shakhtar-Milan, è la fine dello stato di calamità naturale che si avvertiva a Trigoria: oltre a Nainggolan e Pellegrini, che hanno scontato la squalifica, sabato torneranno disponibili il reprobo Bruno Peres, un recuperato De Rossi e, dulcis in fundo, il rampante Schick che nelle idee dell’allenatore potrebbe in futuro svolgere una funzione nuova all’interno del delicato meccanismo romanista: «Nel 4-2-3-1 ha le qualità per giocare trequartista. Ovviamente con caratteristiche diverse da Nainggolan» ha detto Di Francesco ieri mattina a RadioUno. «Finito il mercato, ci stiamo ricompattando. Negli ultimi tempi abbiamo sofferto un po’ sul piano fisico. Il futuro? Mi piacerebbe poter contare su un blocco di giocatori, come succede al Napoli. Ma la Roma potrà pensare a questo una volta sistemati i conti. Cengiz? Non amo i paragoni, ma per la velocità di esecuzione ricorda Montella».