Accuse a Lotito. Per aver rispettato la legge

Il Tempo – Sfruttare una sentenza di un tribunale diventa una presa di posizione ambigua nei riguardi della propria tifoseria. E così il presidente Lotito, costretto da anni a girare con la scorta per le minacce ricevute, diventa oggetto di indagine da parte della commissione antimafia che non considera attendibile un tribunale italiano: «L’abbassamento del prezzo a un euro è una facilitazione della società (Lazio, ndr) ai gruppi ultras che consente di aggirare la sanzione ad essi comminata e lascia una sensazione di ambiguità nei rapporti con la stessa tifoseria». È quanto si legge nella relazione Mafia e Calcio approvata all’unanimità dalla Commissione parlamentare antimafia e presentata ieri pomeriggio a Palazzo San Macuto.

«La posizione di intransigenza mostrata dalla società per molti anni risulta indebolita nei confronti dei gruppi ultras dalle recenti decisioni prese in tema di biglietti, almeno dal punto di vista dell’immagine», si legge ancora nella relazione, che fa riferimento alla posizione presa dalla Lazio per la partita dello scorso 22 ottobre contro il Cagliari, quando il club biancoceleste scelse di mettere in vendita i biglietti della Sud anche per gli abbonati in Nord, settore squalificato per razzismo. Una decisione che, secondo la Commissione antimafia, «appare incomprensibile e in contrasto con le vicende passate del presidente Lotito. Serve maggiore efficacia delle sanzioni – ha precisato l’onorevole Marco Di Lello presentando la relazione – Se un tesserato è squalificato, è squalificato. Se una curva è chiusa, non si apre l’altra a un euro». Ma in tribunale non sono d’accordo.

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